300 anni fa veniva istituita la nostra Biblioteca.
Vittorio Amedeo II di Savoia con la Regia Costituzione del 25 ottobre 1720: «E avendo noi determinato che dentro la stessa Università si stabilisca un’ampia e scelta Biblioteca per commodo sì delli studenti, che del pubblico, vogliamo che vi sia altresì l’Ufficio di Preffetto suddetto della Biblioteca, quale abbia cura di farla provvedere de’ migliori e più scelti libri che aver si possano in ciascuna facoltà …».

Iniziò l’attività nel 1723 come parte organica dell’omologo Ateneo torinese, nel cui ambito rimase per oltre 150 anni. Venivano accorpati nei nuovi locali della Regia Università di via Po i tre principali fondi librari presenti nella città: i libri del Comune; la raccolta della Regia Università, generalmente legata alle esigenze dei docenti e degli studenti; i libri della corona, raccolti dai duchi di Savoia.

Con R.D. 1876, unica tra le biblioteche universitarie del Regno, divenne istituto autonomo di primo grado e assunse il titolo di Nazionale in quanto incaricata “di rappresentare, nella sua continuità e generalità, il progresso e lo stato della cultura italiana e straniera”.

La Biblioteca della Regia Università si distinse fin da subito per il lavoro di catalogazione del patrimonio manoscritto, intrapreso dall’Abate Francesco Domenico Bencini, ma soprattutto dall’Abate Giuseppe Pasini di Padova, prefetto tra il 1745 e il 1770, il quale editò, insieme con Antonio Rivautella e Francesco Berta, ex Typographia Regia, il catalogo Codices manuscripti Bibliothecae Regii Taurinensis Athenaei per linguas digesti et binas in parte distributi.

L’Istituto incrementò il suo patrimonio di libri a stampa, grazie al privilegio del diritto di stampa, a cospicui doni e all’acquisto di svariati fondi. Ulteriori collezioni pervennero in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù, e, in epoca napoleonica, quando le soppressioni conventuali fecero incamerare numerose biblioteche ecclesiastiche con un patrimonio librario di più di 30.000 volumi.

Il patrimonio librario della Biblioteca è vastissimo per tipologia di argomenti, pregio e datazione. Dalla collezione di 1600 incunaboli alle 6000 edizioni di cinquecentine alla raccolta di 15000 incisioni tra cui quelle di Durer, Giovenale, Boetto, Brugel il vecchio e i disegni Filippo Juvarra, Vitozzi, Valperga e tanti altr; passando poi per il patrimonio manoscritto proveniente dalle collezioni di Casa Savoia oltre manoscritti in arabo, ebraico, persiano e turco, il fondo manoscritto greco e ovviamente manoscritti latini, francesi e spagnoli; ricco e originale il patrimonio musicale la cui preminenza spetta al fondo Giordano-Foà che raccoglie la più grande collezione di opere autografe di Antonio Vivaldi, senza dimenticare gli altri fondi dedicati alle composizioni spagnole, le feste di corte sabaude del XVII secolo e le raccolte di libretti di opere e oratorii dal 1700 all’800 su Torino, Milano e altri teatri italiani e stranieri, finendo con il fondo di danza di Gianni Secondo che raccoglie la storia del balletto dal XVI agli inizi del XXI secolo.
Nel 1904 un fatto catastrofico sconvolse la vita dell’Istituto: nella notte tra il 25 e il 26 gennaio presero fuoco cinque sale della biblioteca compromettendo, irrimediabilmente, la sezione dei manoscritti, degli incunaboli piemontesi, delle aldine e della consultazione. Nel corso del XX sec. continuarono le acquisizioni, anche di fondi preziosissimi; durante il bombardamento di Torino, l’8 dicembre 1942, furono distrutti più di 15.000 volumi (tra cui quelli geografici con gli atlanti antichi ricchi di mappe) e porzioni del catalogo generale.

Nel 1957 iniziò la costruzione dell’attuale sede, in piazza Carlo Alberto, che terminò nel 1973, quando si procedette al trasloco dei volumi e degli uffici. Il 15 ottobre 1973 venne inaugurata la nuova Biblioteca. Due anni dopo la gestione dell’Istituto passò dal Ministero della Pubblica Istruzione al neonato Ministero dei Beni Culturali e Ambientali e nel 1998 al nuovo Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il 18 settembre 2015 viene inaugurato anche l’auditorium Vivaldi con attigua sala polifunzionale all’interno del quale si sono svolti decine di convegni, conferenze, presentazioni, concerti, mostre d’arte, bibliografia, storia.

Nel marzo 2020 si sono conclusi i lavori che hanno radicalmente modificato l’atrio dell’ingresso principale con la nuova accoglienza sistemi all’avanguardia per il controllo dell’accesso e il nuovo montacarichi per il superamento delle barriere architettoniche.